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Carnevale di S. Eraclio |
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Foligno (Perugia) - Umbria

Tel. 0742 354459
periodo di carnevale
Una cronaca del 1542 narra che nell'ultimo giorno di carnevale alcuni abitanti del Castello di S. Eraclio si recarono per le strade con pifferi e trombette sfilando su carri ornati di frasche e fiori ballando e cantando. Nel secondo dopoguerra il carnevale tornò a prendere prepotentemente piede, sotto la denominazione di Carnevale dei Ragazzi. In un vero e proprio laboratorio per la costruzione di maschere di cartapesta, si preparano per tutto l'anno le allegorie che sfileranno sui carri. Temi di attualità politica e sociale, caricature di personaggi famosi occupano le strade di questo piccolo centro sorto intorno ad un castello di pianura conservato perfettamente. |
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Carnevale Canturino |
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Cantù (Como) Lombardia

Tel. 031 705133
settimana di carnevale e 1° sabato di Quaresima
A Cantù si festeggia il Carnevale Ambrosiano, quello della Diocesi di Milano, che continua anche quando secondo il Rito Romano è ormai Quaresima. Per capire il perché di questo stato di cose, bisogna risalire al tempo in cui S. Ambrogio era Vescovo di Milano: da Roma era arrivata una circolare, secondo la quale la Quaresima doveva durare 40 giorni; se in questi si comprendevano le domeniche si poteva allungare il Carnevale di cinque giorni (tanti quante sono le domeniche del periodo di Quaresima), se si escludevano, il Carnevale doveva essere accorciato di altrettanti giorni. S. Ambrogio incluse le domeniche, allungando così di cinque giorni il periodo carnevalesco. Nel 1574 S. Carlo Borromeo convinse i fedeli a rinunciare ad un giorno del loro Carnevale, in modo da farlo finire alla mezzanotte del sabato e non più della domenica. E’ così che ancora oggi sono quattro i giorni in più del Carnevale Ambrosiano rispetto a quello Romano. Forse per questo, per recuperare quel giorno di Carnevale fatto perdere da S. Carlo, in molte località della Brianza fino a non molti anni fa, si usava organizzare veglie e feste a metà della Quaresima, ed erano chiamate “Carnevale di mezza Quaresima”. A Cantù il Carnevale ha una lunghissima tradizione, risale addirittura all’inizio del XX secolo, quando la gente viveva in povertà, con pochi mezzi, ma aveva la capacità di divertirsi in maniera semplice. Questa festa era un momento importante perché c’erano poche occasioni di svago e si sentiva l’esigenza di un po’ di sollievo che si trovava nel prendersi in giro a vicenda. C’era bisogno di uno sfogo e di un po’ di evasione da una vita dura di lavoro. In questo periodo speciale le regole venivano capovolte, si voleva trasgredire; ci si scambiava i ruoli: gli uomini si travestivano da donne e viceversa con abiti vecchi e smessi, i ricchi si vestivano da poveri, i brutti da belli, ecc. Il Carnevale di Cantù è ancora oggi tra i più solidi e partecipati della provincia, per cui vi giungono maschere e spettatori anche dal milanese e dalla Svizzera, oltre che dai comuni limitrofi. La tradizione del Carnevale a Cantù è da circa 30 anni che viene riproposta, puntualmente, con una sfilata di maschere e carri allegorici. Nell’ultimo sabato di Carnevale le vie del centro cittadino sono invase da un’infinità di colori, musiche e balli e da moltissimi curiosi. E’ un momento di “follie” collettive, ma anche l’occasione per dare sfogo a competizioni tra i diversi rioni cittadini. L’edizione “moderna” della manifestazione è caratterizzata da un grande impegno di gruppi, associazioni e parrocchie. La preparazione dei carri richiede un lungo lavoro, che necessita anche di competenze diverse, ma soprattutto di assoluta segretezza per non rovinare la sorpresa del debutto e non favorire la concorrenza. E’ in questo clima che viene ideato, progettato, eseguito, assemblato e collaudato un carro. E’ nel segreto di un capannone che un intruglio di carta e colla diventa con il sostegno di un po’ di legno e di ferro, un’opera dell’ingegno e della fantasia pronta a regalare un miracolo di colori e ad eseguire una serie di sberleffi nei confronti della politica, degli affari e delle falsità della convivenza civile. Il Carnevale di Cantù deve la sua notorietà alle monumentali realizzazioni dei gruppi “storici” di Sant’Antonio oggi la Maschera, di Fecchio, del Lisandrin, dei Firlinfeu, ecc., ma anche alle presenze prestigiose di carri e di gruppi provenienti da altri carnevali famosi. Questa festa non si esauriva, però, in un’unica manifestazione. Numerosissime erano le iniziative che si susseguivano in città durante la settimana che precedeva il “sabato grasso”. Si trattava di iniziative per i bambini, di rappresentazioni teatrali, di concerti e veglioni, per persone di tutte le età. Ora però, il Carnevale non è più vissuto in prima persona, si assiste a questo spettacolo delegando agli altri, a coloro che si sono adoperati per costruire carri e mascheroni, il compito di organizzare e condurre la festa. Non esistono documenti che stabiliscano con certezza la data di inizio del Carnevale canturino. Pare che la memoria orale lo faccia risalire all’inizio del ‘900 quando già questa ricorrenza veniva festeggiata con sfilate di carri, mascherate e balli. |
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Il Presepe Vivente del '700 Napoletano |
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Caserta - Campania

26 dicembre - 7 gennaio
Tel 0823 485422 (Pro Loco)
La frazione della Vaccheria a Caserta, voluta da Ferdinando IV nel 1773 come riserva di caccia ed allevamento sperimentale di bovini, diventa teatro di un affascinante viaggio alla scoperta del mistero della nascita di Cristo. La XIII edizione del presepe vivente avrà inizio alle 17.00 del 26 dicembre, snodandosi attraverso un affascinante sentiero che mostra la vita quotidiana di un'epoca ormai estinta da tre secoli, proseguirà il 27 dicembre e ancora il 5, 6 e 7 Gennaio 2012. Oltre 200 figuranti, con costumi tessuti a mano in seta di San Leucio, occupano circa 50 settori che sono stati articolati su di un percorso di oltre 2 km per rappresentare fedelmente gli aspetti lavorativi e sociali dell’epoca settecentesca. Tra le figure più suggestive: l'arrotino, il cardalana, l'ammaccasale, il calzolaio, il tessitore, la ricamatrice, arti e mestieri così antichi da essere quasi sconosciuti alle nuove generazioni.
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Mercatino di Natale |
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Vipiteno / Sterzing (Bolzano) Trentino Alto Adige

Tel. 0472 765325 (Assoc. Tur. Vipiteno)
periodo natalizio
Il Mercatino dell’antica città mineraria di Vipiteno ha un gusto particolare. Le vie del borgo vecchio si animano di luci e profumi: dalla Torre delle Dodici si può godere la vista sulla città innevata, mentre nella miniera d’argento nella vicina Ridanna/Monteneve si ritorna indietro, nel tempo in cui vi lavoravano i Bergknappen, operai bavaresi che erano stati portati in Tirolo proprio per essere impiegati in miniera.
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Silvi - Teramo

ultima domenica di maggio
Tel 085 93571
S. Salvatore era il protettore di Silvi e tale restò fin verso la fine dell’anno XVI, quando dall’opposta sponda dalmata vennero numerose famiglie di Schiavoni, chiamati dai duchi Acquaviva di Atri. Lo scopo era di rinvigorire la popolazione di Silvi, decimata da pestilenze, stremata e in miseria per l’imposizione di balzelli di ogni genere, per il forzato abbandono dei campi ed il terrore delle frequenti razzie dei turchi. Dai loro paesi dalmati portarono anche il culto di S. Leone, che non tardò a divenire il nuovo protettore. È fiorita in questi tempi la leggenda nata, forse, da una delle tante scorrerie dei musulmani. Erano questi sbarcati nel porticciolo di Cerrano, l’antico porto di Silvi e di Atri, piccolo rifugio per le barche di allora. Dopo aver distrutto e saccheggiato ogni cosa, e fatti prigionieri i pochi abitanti del luogo, s’incamminarono verso la collina per altre razzie. Ma nella notte scatto l'allarme, e prima che i barbari arrivassero alle porte del paese, un giovane coraggioso, armato solo di una grande torcia accesa, lasciò le mura e li affrontò sulla strada. Il bagliore sembrò accecare gli aggressori: certamente non si aspettavano tanto coraggio e tanta sicurezza e credettero ci fossero molti armati al seguito del ragazzo. Temendo, forse, di perdere anche il cospicuo bottino già caricato sulle loro barche, evitarono lo scontro, dileguandosi rapidamente.
Il miracolo, da allora, viene ricordato ogni ultima domenica di maggio con l’esaltazione allegorica di quella torcia miracolosa che si è trasformata nel mitico Ciancialone. Nei giorni precedenti la festa si raccolgono canne, tralci secchi di vite, paglia; si forma un grosso cilindro con le canne e lo si imbottisce del resto del materiale secco, legando il tutto saldamente con delle corde. Il giorno della festa si trascina fino alla piazza, davanti alla chiesa di S. Salvatore. È già questo uno spettacolo da non perdere. I giovani si alternano nel trasporto, un po’ a spalla, un po’ trainando, tra i molti incitamenti da parte dei presenti ai lati della strada. Arriva in piazza ed è qui che ogni anno si verifica la capacità, l’intelligenza, la forza di chi dirige e di chi esegue. Il lungo tubo può arrivare anche a 10 metri di lunghezza e deve essere bilanciato con funi contrapposte, perché ogni sbandamento può essere fatale anche per l’incolumità degli operatori. Finalmente è ancorato, un giovane sale in cima e dà fuoco. E attorno a questo trofeo fiammante, si canta e si balla, fino a quando non si spegne anche l'ultima fiammella. |
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Festa dei Talami |
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Orsogna - Chieti

martedì dopo Pasqua
Tel. 0871 869765
Nella sagra rivivono drammatizzazioni medievali e primitivi riti italici in onore delle madri della terra, in analogia con tradizioni spagnole (gli “autosacramentales”) e inglesi (i “pageants”). L’evento centrale è la sfilata dei talami (uno per ogni quartiere), palchi viaggianti sui quali sono rappresentate scene bibliche, ogni anno differenti, scelti anche in base all’attinenza con temi d’attualità. I Protagonisti delle scene restano immobili nelle loro pose plastiche, sospesi a precarie strutture in movimento. mentre una fanciulla raffigurante la Madonna rimane sospesa in cima al fondale affrescato. Chiude la sfilata il carro del dono, con le primizie da offrire alla Vergine. La festa viene replicata in notturna il 15 agosto. |
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Presepe dei Sabbioni |
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Crema - Lombardia

Tel. 0373 8941 - 0373 894241
24 dicembre - ultima domenica di gennaio
La tradizione del presepe per Crema corrisponde al grande Presepe dei Sabbioni, popoloso quartiere alla periferia occidentale della città la cui parrocchia è retta dai frati cappuccini che hanno rinverdito la tradizione francescana con un’iniziativa davvero singolare, grazie alla geniale e meritoria intuizione di un appassionato gruppo di volontari. Il gigantesco presepe-esposizione si sviluppa su un'area di circa 3000 metri quadrati ed è visitabile dalla Vigilia di Natale fino all'ultima domenica di gennaio. Tuttavia la rappresentazione della Natività è divenuta ormai solo un pretesto per dar vita alla fedele ricostruzione di un tipico villaggio rurale della Pianura Padana del primo Novecento. Vi sono disposte in suggestive scenografie qualcosa come 300 riproduzioni, fra uomini e animali, costruite in legno e gesso, tutte rigorosamente a grandezza naturale e fedeli all’originale in modo quasi maniacale. Nel villaggio compaiono la casa contadina con i suoi vari ambienti (cucina, camera da letto, salotto), utensili e attrezzi d’epoca, la stalla, la chiesa, l’osteria, la scuola, il negozio, il calzolaio, il fabbro ferraio, il pescatore, il mugnaio, lo spazzacamino, la lavandaia, il raccoglitore di ferri vecchi e decine di altre figure che ormai si sono perse, perfettamente inserite nel contesto di una ricostruzione scenica che rende omaggio alla storia della civiltà contadina. I riflessi del pallido sole invernale e le ombre serotine rischiarate dalle fiamme dei falò producono magiche suggestioni per questo viaggio affascinante nella memoria collettiva. L’entrata è libera e ai visitatori viene offerto il vino caldo speziato per riscaldarsi.
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Cesena (Forlì-Cesena) Emilia Romagna
Tel. 0547 317435 giorni intorno al 24 giugno "Festa di San Giovanni", che affonda le sue radici in antiche tradizioni popolari, quando la rugiada dell'alba del giorno di S. Giovanni portava benefiche virtù. Per l'occasione, nelle vie del centro storico, vengono allestite bancarelle sulle quali antiquari, artigiani ed erboristi mettono in bella mostra le proprie merci. Non mancano i caratteristici mazzetti di lavanda, che con il loro profumo invadono la piazza, i fischietti di zucchero rosso per i più piccini e tante altre curiosità. Riallacciata alla grande festa patronale vengono organizzate anche le manifestazioni: "Le notti magiche di San Giovanni", con spettacoli, concerti, oroscopi, animazioni, punti di ristoro, e la "Sagra dell'aglio"; le prime trecce d'aglio, beneauguranti, per l'occasione sono esposte e vendute in tutte le bancarelle. .
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Castrocaro Terme e Terra del Sole (Forlì-Cesena) Emilia Romagna
Tel. 0543 767162 2° fine settimana di giugno
Piante insolite nella terra del Sole. Mostra scambio di orchidee rare, piante curiose e frutti dimenticati organizzata dalla Pro Loco della città-fortezza rinascimentale. Un weekend che consentirà un tuffo tra colori e profumi esotici dove appassionati e professionisti provenienti da tutta Italia esporranno le loro stravaganti collezioni “verdi” e le novità del settore, in una passerella privilegiata costituita dalla suggestiva cornice del Palazzo dei Commissari e della Piazza d’Armi. Molte le categorie botaniche rappresentate: in particolare si potranno ammirare e conoscere rare orchidee, bizzarre succulente, ma anche piante carnivore, collezioni di tillandsie e cultivar di alberi da frutto la cui piantagione è stata col tempo abbandonata. Durante tutta la manifestazione sarà attivo uno stand gastronomico dove si potranno gustare specialità romagnole e ottimo Sangiovese dei produttori del territorio. Inoltre nella serata di sabato mostra e stand gastronomico continuano con un concertino blues di contorno nella splendida corte del Palazzo dei Commissari, arricchito per l’occasione da una suggestiva illuminazione. |
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La Notte delle Streghe |
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S. Giovanni in Marignano (Rimini) Emilia Romagna
Tel. 0541 828111 3° fine settimana di giugno
In occasione del solstizio d'estate, tra il 23 e il 24 giugno, si celebra da molti secoli la notte di San Giovanni, un momento ricco di magie, misteri e influenze sulle cose, gli animali e, soprattutto, sulle persone, tanto che da sempre è anche chiamata La Notte delle Streghe. La leggenda narra che proprio in questo particolare momento astrale le streghe si radunassero per espletare i loro sortilegi. I più prudenti per proteggersi si infilavano sotto gli abiti qualche erba di San Giovanni, dall'iperico alla lavanda, allo spicchio d'aglio da raccogliersi prima dell'alba, la verbena simbolo di pace e prosperità, il ribes i cui frutti rossi sono chiamati anche bacche di San Giovanni, l'artemisia… Questa tradizione si celebra ogni anno da tempi lontanissimi con una manifestazione volta a recuperare un tessuto storico-popolare di tradizioni attraverso la loro spettacolarizzazione: un ricco mercato, i carri delle cartomanti, musicanti, ballerini e artisti di strada ricreano in queste serate le atmosfere più magiche e seducenti dell'estate. |
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